Piattaforme elevatrici, soluzioni efficaci per abbattere le barriere architettoniche

Piattaforme elevatrici, soluzioni efficaci per abbattere le barriere architettoniche

Piattaforme elevatrici

Capita spesso e volentieri di prendere in considerazione l’idea di installare una piattaforma elevatrice. Un sistema davvero molto utile, soprattutto per offrire una valida soluzione a tutte quelle persone disabili che, spesso, si trovano ad affrontare delle barriere architettoniche molto fastidiose.

Ebbene, le piattaforme elevatrici vengono usate proprio con l’intento di sollevare, tramite un meccanismo di spinta verticale, le persone che ne hanno bisogno. Spesso si tratta di anziani che hanno grandi difficoltà a deambulare, ma si potrebbe trattare anche di famiglie che hanno bambini piccoli da portare nel passeggino e che, chiaramente, non sono in grado di sollevare il passeggino per fare le scale.

Anche online, nel corso degli ultimi anni, si possono trovare numerosi portali che mettono in vendita delle piattaforme elevatrici di altissima qualità. Non si tratta, però, solamente di materiali resistenti e solidi, ma anche di realizzare delle soluzioni a livello estetico personalizzate e in grado di adattarsi all’edificio a cui verranno accostate.  

Le differenze tra piattaforme elevatrici e gli ascensori

La piattaforma elevatrice per disabili si può considerare uno dei sistemi più richiesti per eliminare le barriere architettoniche. Spesso si è portati a pensare che le piattaforme elevatrici siano una sorta di ascensori in miniatura, ma in realtà ci sono diverse differenze tra questi due sistemi.

Definire le piattaforme elevatrici come dei mini-ascensori, però, non è affatto sbagliato. Questo sistema offre la possibilità di trasportare una persona che ha delle disabilità dal punto di vista motorio, che ha costi decisamente più bassi in confronto ad un ascensore, così come le tempistiche di montaggio sono notevolmente ridotte.

Quali sono i fattori che possono orientare la scelta di una piattaforma elevatrice

In primis è necessario dare uno sguardo alla potenza che, di solito, è compresa tra 1,5 kW e 2,2 kW. Una variazione di potenza che, nonostante possa sembra minima, è differente in base alle dimensioni che caratterizzano la piattaforma di cui si ha bisogno. Interessante notare come non abbia bisogno di alcun allaccio dedicato, dal momento che la piattaforma va a sfruttare una linea elettrica da 230 volt dell’edificio.

Un altro aspetto da tenere in grande considerazione è la tecnologia di installazione, che può essere idraulica oppure elettrica. Questa seconda soluzione riesce a garantire dei consumi notevolmente più bassi, oltre che un maggiore rispetto dell’ambiente e non ha bisogno di un locale macchine. Invece, la soluzione idraulica presenta una facilità e rapidità di installazione più alta, ma c’è bisogno di predisporre uno specifico box in cui inserire la centralina, nonché il contenimento del quadro di manovra.

In realtà, non c’è una tecnologia di installazione che si fa preferire rispetto all’altra: prima di prendere una decisione, la cosa migliore da fare è quella di farsi consigliare da parte di tecnici certificati e con diversi anni di esperienza alle spalle. In tal senso, il sopralluogo darà le risposte a tutte queste domande, visto che consentirà di farsi un’idea migliore degli spazi a disposizione e della soluzione da adottare nel caso concreto.

Anche la portata è una caratteristica di tutto rispetto: si aggira tra 240 e 500 chilogrammi. Proprio a riguardo di tale aspetto, è importante ricordare come l’utilizzo della piattaforma elevatrice deve essere quello corretto. Ad esempio, tale sistema non deve essere impiegato per il trasporto di materiali pesanti, visto che il meccanismo di funzionamento potrebbe subire dei danni molto gravi.

Qualora l’installazione di una piattaforma elevatrice avvenga su un edificio in fase di costruzione, la cosa migliore da fare è quella di prevedere un vano proprio nella struttura. Nella maggior parte dei casi, però, le installazioni di questo tipo di impianti avviene su edifici che già esistono e, di conseguenza, vengono ancorati su una parete esterna, con un vano in metallo. 

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