Ristrutturare casa: grazie al “Bonus 110%” non è mai stato così conveniente

Ristrutturare casa: grazie al “Bonus 110%” non è mai stato così conveniente

ristrutturare casa

Nelle ultime settimane, una fetta consistente di italiani si è dimostrata decisamente attenta ad una particolare tematica: la ristrutturazione della casa. Un argomento, ad onor del vero, estremamente di attualità nel nostro paese, ma che oggi è diventato ancor più centrale. A renderlo tale ci ha pensato il decreto Rilancio 2020, che offre importanti agevolazioni fiscali a chi decide di ristrutturare la propria abitazione.

Esse sono state messe in campo dal legislatore col nobile intento di supportare il settore dell’edilizia, che ha subito contraccolpi piuttosto pesanti durante il lockdown degli scorsi mesi. Il comparto edile, d’altro canto, è storicamente considerato come uno degli indicatori più importanti della salute di una nazione: il rilancio dello stesso, di conseguenza, costituisce un perno imprescindibile per cercare di risollevare le sorti economiche del nostro paese.

Il Bonus 110% non è destinato solo agli immobili adibiti ad abitazione principale

Questa agevolazione è nota, perlopiù, col nome di “Bonus 110%”. E può essere richiesta non solo per i lavori di ristrutturazione della casa. Ad essa, infatti, si può accedere anche quando si eseguono i lavori di efficientamento energetico, tra cui: sostituzione impianti di riscaldamento con sistemi maggiormente efficienti; isolamento termico; installazione pannelli solari; interventi adottati al fine di ridurre i rischi sismici.

Per quanto concerne l’efficientamento energetico, il bonus può essere erogato se si recuperano almeno due classi energetiche. Il “Bonus 110%” inoltre, a differenza delle agevolazioni edilizie degli ultimi anni, ha ampliato la platea dei potenziali fruitori, con delle novità non indifferenti.

Si pensi, ad esempio, che vi possono accedere anche i proprietari delle cosiddette “seconde case”, che negli ultimi anni, loro malgrado, sono stati colpiti da un’imposizione fiscale tutt’altro che agevole: case indipendenti, unità abitative o appartamenti in condominio, a tutti i proprietari degli immobili a reddito è concessa la possibilità di richiedere questo invitante bonus.

L’agevolazione può essere richiesta, inoltre, anche dai condomini per quanto concerne i lavori di efficientamento relativo alle parti comuni oppure nel caso in cui fosse presente un sistema di riscaldamento e climatizzazione centralizzato. Per quei pochi soggetti non facoltizzati alla richiesta del “Bonus 110%”, lo Stato concede comunque la possibilità di ottenere delle agevolazioni pari al 50%.

Quali sono le modalità alle quali accedere all’agevolazione?

Il primo passo indispensabile per accedere al bonus, è costituito dalla richiesta in un preventivo ristrutturazione casa da inoltrare ad un operatore qualificato, che sia in grado di fornire assistenza a 360° al richiedente, al fine che lo stesso possa ottenere, senza alcun problema, l’agognata agevolazione. In questo documento devono essere riportate, dettagliatamente, tutte le opere di ristrutturazione che verranno effettuate all’immobile.

Le modalità con le quali è possibile ottenerlo sono, essenzialmente, due. La prima prevede che il pagamento venga effettuato direttamente dal titolare dell’immobile mediante un bonifico bancario, appositamente dedicato all’operazione, e possa ottenere la restituzione tramite la detrazione IRPEF in cinque rate annuali, a differenza delle dieci che erano previste per le agevolazioni edilizie elargite negli scorsi anni.

Se il proprietario, però, desidera ottenere una agevolazione tempestiva, esiste un’alternativa alla modalità poc’anzi descritta. Per il tramite dell’azienda che ha effettuato i lavori, infatti, è possibile ottenere uno sconto immediato: la stessa provvederà all’espletamento della pratica ed otterrà, in seguito, un beneficio economico sotto forma di credito d’imposta o come credito cedibile verso terzi soggetti, quali, ad esempio, gli istituti di credito.

Quest’ultima opportunità può risultare congeniale per quelle persone fisiche che non sono in grado di far fronte immediatamente alle spese di ristrutturazione, oppure, complice un reddito non particolarmente elevato, dispongono di una modesta quota IRPEF rimborsabile, che non consentirebbe loro di recuperare le spese sostenute entro il quinquennio come previsto dalla normativa relativa al “bonus 110%”.

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